Portatore in mantello scuro con una grande 'ndoccia a ventaglio in fiamme su una strada lastricata di Agnone, di notte
'Ndocciata di Agnone — foto: Gianfranco Vitolo · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Nelle sere di dicembre, quando il freddo dell'Alto Molise si fa pungente e il buio scende presto sulle montagne, Agnone si accende. Centinaia di fiaccole enormi, portate a spalla da uomini in mantello, risalgono il corso principale come un fiume di fuoco. È la 'Ndocciata, il rito del fuoco che accompagna il Natale agnonese e che, ogni anno, richiama migliaia di persone in questo borgo di montagna. Per chi soggiorna a Casale Santilli, a pochi minuti dal centro storico, è un appuntamento che vale da solo il viaggio.

Cos'è una 'ndoccia

La 'ndoccia è una grande torcia artigianale realizzata con legno di abete bianco e fasci di ginestra secca. La sua forma tipica è quella di un ventaglio, o raggiera: più fiaccole vengono legate insieme e, una volta accese, sprigionano fiamme altissime che crepitano nell'aria fredda. Le strutture vanno dalla singola torcia, portata da un solo uomo, fino ai grandi ventagli che arrivano a contare una ventina di fuochi e richiedono forza, equilibrio e anni di esperienza.

Le 'ndocce vengono preparate a mano nelle settimane che precedono la festa, secondo tecniche tramandate di generazione in generazione. È un lavoro di comunità, che unisce famiglie e vicini attorno a un sapere antico.

Le contrade e il corteo

A sfilare sono le contrade storiche di Agnone: Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant'Onofrio e San Quirico, che dà il nome anche alla contrada del nostro casale. Ogni contrada forma la propria fila, composta da centinaia di portatori vestiti con gli abiti tradizionali, le cappe scure che nella notte risaltano contro il bagliore delle fiamme. In testa al corteo sfilano bambini e ragazzi con torce più piccole, seguiti dai portatori più esperti con i ventagli di fuoco.

Il corteo percorre il corso principale della città fra canti, zampogne e lo stupore del pubblico assiepato ai lati della strada. Il gran finale è in Piazza Plebiscito, dove tutte le 'ndocce si riuniscono in un unico, immenso falò: il Falò della Fratellanza, simbolo di unione e di pace.

Le origini: un fuoco antico

Le radici della 'Ndocciata affondano in un passato remoto. I riti del fuoco legati al solstizio d'inverno erano diffusi in queste terre già in epoca precristiana, e la tradizione locale fa risalire l'uso delle grandi torce ai Sanniti, l'antico popolo che abitava l'Alto Molise. Al fuoco si attribuivano proprietà purificatrici e di buon auspicio per l'inverno che arrivava; con il tempo il rito si è intrecciato con il Natale cristiano, diventando la luce che accompagna la Vigilia.

Negli ultimi decenni la 'Ndocciata ha conquistato riconoscimenti importanti. L'8 dicembre 1996 le 'ndocce sfilarono in Piazza San Pietro, a Roma, davanti a papa Giovanni Paolo II e a decine di migliaia di persone. Nel 2011 il rito è stato riconosciuto "Patrimonio d'Italia per la tradizione", e nel 2012 gli è stato dedicato un francobollo.

Quando vederla

La data storica della 'Ndocciata è il 24 dicembre: la sera della Vigilia di Natale, al calar del buio, si svolge la 'Ndocciata della tradizione, la versione più antica e raccolta, vissuta soprattutto dalla comunità agnonese. A questa si affianca, in un sabato di dicembre che negli ultimi anni è caduto a metà mese, la Grande 'Ndocciata: la sfilata spettacolare, con tutte le contrade e il grande falò finale, che attira visitatori da tutta Italia. Negli ultimi anni il calendario si è arricchito anche di una Festa dei Fuochi Rituali a inizio dicembre, con la sfilata di riti del fuoco provenienti da diverse regioni italiane. Gli eventi sono organizzati dal Comune di Agnone insieme all'associazione La 'Ndocciata e alla Pro Loco, e l'accesso è di norma libero.

Date e programma possono cambiare di anno in anno: prima di organizzare il viaggio verificate sempre il calendario aggiornato sui canali ufficiali del Comune di Agnone, dell'associazione La 'Ndocciata e della Pro Loco.

Consiglio pratico: la sera della Grande 'Ndocciata il centro si riempie presto. Arrivate con largo anticipo per trovare posto lungo il corso, vestitevi a strati con scarpe calde e impermeabili e tenetevi a distanza di sicurezza dalle torce, seguendo le indicazioni degli organizzatori.

Un Natale di montagna

Vivere la 'Ndocciata significa vivere un Natale diverso, fatto di fuoco, freddo e calore umano. Dopo il corteo, rientrare in campagna e ritrovare il grande camino in pietra del casale, i soffitti in mattone antico e il silenzio della notte d'inverno è il modo più naturale per chiudere la serata. E se volete scoprire di più su Agnone, nel nostro blog trovate anche la guida al centro storico e la storia della Fonderia Marinelli, dove ancora oggi nascono le campane.

Il fuoco della 'Ndocciata, il calore del camino

Dopo il corteo delle 'ndocce, rientrare a Casale Santilli significa ritrovare il grande camino in pietra e la quiete della campagna di Agnone, a pochi minuti dal centro.