Intorno ad Agnone la montagna sale piano, tra pascoli, boschi e strade che si avvolgono sui crinali. Lassù, oltre i mille metri, si trovano alcuni dei borghi più alti dell'Appennino: paesi piccoli, di pietra, abituati al vento e alla neve, dove la vita scorre con un ritmo lento e l'orizzonte sembra non finire mai. Vi proponiamo un itinerario tra Capracotta, Pescopennataro e Vastogirardi, perfetto per una giornata in auto con molte soste.
Capracotta, il paese tra le nuvole
Capracotta, a circa 20 chilometri di strada da Agnone, sorge a 1.421 metri di quota ed è uno dei comuni più alti dell'Appennino. Alle sue spalle si alza Monte Campo, che con i suoi 1.746 metri è il punto più elevato del territorio. In cima all'abitato domina la chiesa madre di Santa Maria in Cielo Assunta, che custodisce un pregevole organo settecentesco.
Capracotta è famosa anche per la neve. Nel marzo del 2015 una nevicata eccezionale fece il giro del mondo: la cifra inizialmente diffusa, oltre due metri e mezzo in poche ore, è stata poi giudicata sovrastimata, ma l'episodio resta il simbolo di un paese che con l'inverno ha un rapporto speciale.
Due le tappe da non perdere. La prima è il Giardino della Flora Appenninica, situato a circa 1.525 metri: è l'unico orto botanico del Molise e conserva le specie vegetali tipiche dell'Appennino. La seconda è Prato Gentile, un vasto altopiano che d'inverno diventa un centro di sci di fondo, con tre piste di diversa difficoltà per oltre 15 chilometri complessivi. Proprio a Prato Gentile, ogni anno la prima domenica di agosto, si celebra la Pezzata, la festa legata alla tradizione pastorale e alla transumanza.
Pescopennataro, l'abete e la pietra
A circa 1.200 metri di quota, Pescopennataro è conosciuto come il paese dell'abete e della pietra. La pietra è quella lavorata per generazioni dagli scalpellini locali: la fontana di piazza del Popolo, del 1762, porta la firma di uno di loro, Nicola Di Lallo. A questa tradizione è dedicato il Museo della Pietra, che racconta un mestiere che ha segnato l'identità del borgo.
L'abete è invece quello del Bosco degli Abeti Soprani, tra Pescopennataro e Sant'Angelo del Pesco, ai piedi di Monte Campo: una grande foresta di abeti bianchi, sito di interesse comunitario, dove gli alberi si alzano come piramidi verde scuro. Poco lontano dal paese si trova anche l'Eremo di San Luca, un romitorio ricavato in una grotta, meta di una piacevole passeggiata.
Pescopennataro porta anche una ferita della storia: nel novembre del 1943 fu distrutto da un incendio appiccato dalle truppe naziste, e il paese che vedete oggi è in gran parte frutto della ricostruzione del dopoguerra.
Vastogirardi, castello e tempio
Anche Vastogirardi supera i 1.200 metri. Il paese è raccolto attorno al suo castello, una fortezza di origine angioina del XIII secolo, trasformata nel Seicento in residenza baronale dalla famiglia Petra, con una torre circolare e una torre-porta a base poligonale. Poco fuori dall'abitato, in località Sant'Angelo, si trovano i resti di un tempio italico databile tra il III e il II secolo avanti Cristo, costruito in opera poligonale: un piccolo gioiello per chi ha già visitato il grande santuario di Pietrabbondante.
Il territorio di Vastogirardi comprende inoltre il bosco di Montedimezzo, uno dei due nuclei della riserva MAB UNESCO di cui vi parliamo nell'articolo sulle riserve di Montedimezzo e Collemeluccio.
Quando visitarli
D'estate i borghi d'altura sono un rifugio fresco, con prati fioriti e serate in piazza; in autunno i boschi si accendono di colori; in inverno la neve li trasforma in piccoli presepi silenziosi. Per orari di musei e giardino botanico, e per date e programmi delle feste, verificate sempre sui canali ufficiali dei Comuni e delle Pro Loco.
Dopo una giornata tra i crinali, scendere verso la campagna di Agnone ha il sapore di un ritorno a casa.
Tra i crinali e il casale
Capracotta e i borghi d'altura sono un'escursione ideale durante un soggiorno a Casale Santilli: la sera, il camino in pietra e la quiete della campagna vi aspettano.